OGNI GIOVEDÌ ORE 20,45 SU TELECHIARA E SU CANALE SKY 832 (TVA Vicenza)

Notizie, approfondimenti, servizi video dalle gare, classifiche:
con Teleciclismo sei sempre informato sul mondo del Ciclismo

Articoli

torna indietro
07-10-2010
Foto

Ecco le reazioni del Team Liquigas alle parole del procuratore Torri.

Liquigas Sport ha accolto con stupore le dichiarazioni del capo della Procura antidoping del Coni Ettore Torri, rilasciate ieri all’Associated Press e riprese oggi dai principali mezzi d’informazione. Un intervento che, per la genericità delle accuse mosse, alla società sportiva appare altamente lesivo nei confronti di tutte le componenti del ciclismo.

Liquigas Sport fin dalla sua nascita ha promosso l’etica sportiva quale elemento fondante della sua attività, adoperandosi al fianco delle istituzioni e promuovendo importanti e concrete azioni in favore della lotta contro il doping. Con la stessa determinazione con la quale si batte, la società ritiene però inaccettabili le indiscriminate accuse rivolte dal procuratore Torri: non è così che si combatte il cancro dello sport. Affermare che il doping sia una costante tra i ciclisti, che i medici e preparatori interni lavorino per “aiutare” gli atleti senza che rischino di incorrere nella rete dei controlli è falso e offensivo, lasciando intendere la complicità e coinvolgimento delle squadre.

Le dichiarazioni del procuratore Torri vanificano ogni tipo di sforzo di chi, da anni, sta cercando di promuovere una politica trasparente e si impegna per dimostrare che le vittorie senza l’ombra di doping esistono. Per l’ennesima volta il ciclismo viene dipinto come lo sport “maledetto”, l’unico afflitto dal problema doping, gestito e vissuto da persone prive di moralità.

Liquigas Sport, nella tutela della sua immagine e nella difesa della sua etica sportiva, condanna apertamente le affermazioni di Torri e si chiede come lo stesso possa continuare a ricoprire il ruolo di capo della Procura antidoping del Coni avendo esplicitamente dichiarato la propria posizione preconcetta.

La società, infine, auspica un tempestivo intervento e una decisa presa di posizione da parte dell’Union Cycliste Internationale e della Federazione Ciclistica Italiana a difesa e salvaguardia dell’intero movimento.

COMMENTI

SCRIVI IL TUO COMMENTO

Non sono ancora presenti commenti.