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02-06-2014
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ITALIANI MARATHON 2014

ITALIANI MARATHON 2014
La 10ª Valcavallina Superbike si conclude nel segno della spettacolare battaglia a quattro
che assegna il tricolore nella parte finale di gara. Decisivi la salita del Torrezzo e la tecnica
discesa lungo il sentiero 744 “Le Cucche”. Porro in grande spolvero conquista il suo primo
tricolore davanti ad un ritrovato Ragnoli ed un tenace Ronchi. La Veronesi fa tris con il
terzo titolo conquistato davanti alla campionessa uscente Elena Gaddoni.
Grumello del Monte (BG) – La 10ª Valcavallina Superbike porta la firma del comasco Samuele Porro (Silmax XBionic)
che questa mattina ha conquistato il titolo tricolore marathon 2014, il primo della sua giovane carriera,
chiudendo con lo straordinario tempo di 03:56:30 gli 81 km e 3300 mt di dislivello di un tracciato che si è dimostrato uno
straordinario palcoscenico su cui si sono scritte indelebili alcune delle più belle pagine agonistiche della mountain bike
nazionale.
Una gara dura, selettiva, tecnica e completa sotto ogni punto di vista, ha messo a dura prova gli oltre 1100 bikers al
via. Qui avrebbe vinto solo il più forte, il biker più completo, e non solo dal punto di vista atletico. “Sono troppo contento -
sono le parole di Samuele Porro al traguardo - sapevo di stare bene, ma non ho mai perso la concentrazione fino
allʼultima curva perché sapevo anche che il tracciato molto impegnativo poteva nascondere mille insidie ed imprevisti.”
La gara entra nel vivo dopo lʼattraversamento del comune di Entratico, attorno al 20º Km, quando il primo ad accendere
la miccia è il bresciano Daniele Mensi (Scott Racing Team), uno degli atleti più attesi visto lʼentusiasmante avvio di
stagione, che allʼimbocco della lunga ascesa del Faeto prova a mettere in difficoltà gli avversari. Ma i 12 km di salita
livellano le forze ed al primo GPM, posto ai 1270 mt dei Colli di S.Fermo, sono in tre a comandare la corsa. Mensi, Porro
e Luca Ronchi (Avion Axevo) precedono di circa 30” un sornione Juri Ragnoli (Scott Racing Team) allʼapparenza in
attesa del momento migliore per attaccare il gruppetto che lo precede. In campo femminile è invece la sfida storica tra
Daniela Veronesi (Torpado Factory Team) e Elena Gaddoni (FRM Factory Team) ad accendere la bagarre mentre alle
loro spalle viene segnalata lʼatleta di casa Simona Bonomi (MTB Parre) appartenente però alle categorie amatoriali.
Ma la corsa inizia a mietere le prime sentenze facendo registrare gli inattesi ritiri di atleti del calibro di Jhonny Cattaneo
e Damiano Ferraro (Selle San Marco Trek), Marzio Deho (Olympia) e Cristian Cominelli (Avion Axevo) che
abbandonano la corsa anzi tempo. Nel frattempo la testa della corsa, giunta ormai al kilometro 52, riceve un nuovo
scossone quando al secondo GPM sui colli di S.Fermo è la coppia Porro - Mensi a scollinare per prima con un
vantaggio di circa 30” su Ragnoli e Ronchi. Tocca quindi alla discesa rimescolare le carte in tavola. Mensi cade a causa
di una scivolata sul sentiero viscido e lascia strada libera a Porro che sfodera tutte le sue doti da discesista transitando
nel comune di Adrara S.Rocco con circa 40” di vantaggio sullʼinseguitore che però è Juri Ragnoli, in strepitosa rimonta in
sella alla sua bi-ammortizzata.
Da questo punto in avanti per Samuele Porro è una cavalcata solitaria verso il traguardo, una lotta contro se stesso, una
sfida con la lucidità e la concentrazione da mantenere sopra i livelli di guardia affrontando gli ultimi passaggi tecnici
prima di tornare nellʼabitato di Grumello del Monte. Per il comasco è il primo titolo tricolore di specialità, una vittoria
che sul podio può festeggiare con a fianco Juri Ragnoli, già campione italiano nel 2012, e Luca Ronchi, che nel finale
riesce a recuperare su un Daniele Mensi che, segnato dalla caduta, chiude al quarto posto. In quinta posizione troviamo
invece un tenace Tony Longo (i.dro Drain Bianchi) che, dopo la caduta di ieri in allenamento ed i persistenti dolori a
schiena e gambe per i lividi riportati, stringe i denti onorando fino allʼultimo centimetro quel titolo conquistato nel 2013
sulle pendici dellʼEtna.

Enrico Andrini

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