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Le bacchettate di Chiappucci, le lusinghe di Giovanni Battaglin
Sempre grandi ospiti a “Velodrome, opinioni a confronto”. Un talk-show che giorno dopo giorno va sempre più raccogliendo proseliti e adesioni. Nella giornata di riposo sono intervenuti due grandi ex che tra gli anni ’70, ’80 e ’90 hanno scritto grandi pagine di ciclismo, confrontandosi con i più grandi campioni delle rispettive epoche.
Il primo ospite intervenuto è stato Claudio Chiappucci, presente alla corsa rosa nelle vesti di commentatore tecnico per la TV francese BEIN Sport. “El Diablo” è a apparso piuttosto polemico con i corridori di oggi, quando gli è stato proposto un confronto con il ciclismo della sua epoca: «Quando veniva Indurain a correre il Giro, era lui il faro della corsa ed eravamo tutti consapevoli che fosse il logico favorito. Per sorprenderlo, quando decidevo di attaccare, cercavo sempre di farlo da lontano. In questo Giro è fuori dubbio che non ci sia un leader incontrastato, ma bisogna anche dire che non c’è nessuno che intende prendere con decisione l’iniziativa. Chi vuole provarci lo fa negli ultimi 2 o 3 chilometri. È chiaro poi che alla fine la differenza la faranno le cronometro. Voglio vedere se non succederà nulla in queste terribili tappe che ci aspettano nel corso di questa ultima settimana».
Più pacato e sicuramente più propenso ad analisi positive, Giovanni Battaglin. Il vincitore di Giro e Vuelta nella stagione 1981, ha sottolineato che quello attualmente in svolgimento «è un bel Giro, dove si sono messi in luce alcuni dei nostri giovani molto interessanti, che potranno restituire vigore al nostro ciclismo». Uno di questi è sicuramente il suo conterraneo e omonimo Enrico Battaglin, vincitore della frazione con arrivo al Santuario di Oropa. Stimolato dalle domande del direttore di www.velobike.it, Giovanni Battaglin, oggi affermato costruttore di bici, ha ribadito: «Enrico Battaglin? Sicuramente assomiglia più a Moreno Argentin che a Giovanni Battaglin. Penso che su certi arrivi, quelli che “tirano in su”, non gli sia preclusa nessuna ambizione». Elogi che l’intervistato ha inteso dedicare anche a Fabio Aru, il dominatore della tappa di Montecampione. «Mi è piaciuto davvero tanto questo giovane. Ha creato la selezione ed è stato poi bravo ad andare via spedito e ad insistere nell’azione. Un capolavoro».
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Un capolavoro come sarà quello di portare a compimento il programma prefissato per la giornata odierna a “Velodrome, opinioni a confronto”. Accogliere due grandissimi ospiti, che ci accompagneranno nella consueta finestra quotidiana sulla corsa rosa. Due ex atleti che sono riusciti a pieno titolo, nel corso delle rispettive carriere, a ritagliarsi porzioni di storia del grande ciclismo: Dmitrij Konyšev e Andrei Tchmil.
Peccioli,
27 maggio 2014
Roberto Sardelli
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