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02-01-2013

Il 24 marzo la Coppa del Mondo donne. Il trofeo Binda rinnova l’appuntamento d’elite d’inizio stagione

Di stagione in stagione, di evento in evento, di appuntamento in appuntamento. Cittiglio si rivela un vero e proprio laboratorio di idee, propositi e intuizioni che poi si traducono in iniziative molto apprezzate. Così, in pochissimi anni, il trofeo Binda è divenuto l’evento da copiare. Non solo in Italia ma nel mondo intero.

Per le atlete la corsa ha un fortissimo carico emotivo che rende l’appuntamento di fine marzo il primo esame vero per la stagione che inizia. La Coppa del Mondo costituisce, infati, un obiettivo di straordinaria importanza per ogni ciclista; correrla da protagonista, però, è sempre un privilegio riservato a poche. Salire sul podio finale è addirittura un sogno da inseguire un anno intero esattamente come il desiderio di sollevare le braccia al cielo in segno di vittoria, che rimane un gesto per poche atlete.

Vincere a Cittiglio è certamente un traguardo di valore straordinario, un successo di cui andare fiero ed orgogliosi per tutta la vita, frutto di una giornata da raccontare in ogni occasione, da incorniciare e ricordare per sempre.

Il trofeo Alfredo Binda si rivela una giornata davvero speciale anche per spettatori, tifosi e appassionati che sono invitati ad una competizione che non ha eguali. A Cittiglio domenica 24 marzo, prenderanno il via tutte le migliori atlete al mondo in una sfida che si annuncia esaltante e coinvolgente non solo per ciò che accadrà in corsa. Cittiglio e Laveno Mombello, i Comuni sul percorso, la Provincia di Varese, la Regione Lombardia, tutti gli altri Enti interessati, gli sponsor vivono la Coppa del Mondo come la straordinaria occasione per partecipare ad un grande evento sportivo annunciato da settimane di iniziative, idee, manifestazioni di vario genere che ne sottolineano il forte spessore culturale e sociale oltreché sportivo. Settimane in cui il ciclismo femminile si conferma elemento di aggregazione importante, di sollecitazione universale, di coinvolgimento emotivo, di forte spessore ed espressione popolare.

Le associazioni di volontariato, le imprese, gli sportivi del territorio concorrono numerosi alla realizzazione di una manifestazione in cui la gara della domenica costituisce la sintesi di una partecipazione straordinaria ed esemplare, come avviene da sempre in Provincia di Varese.

Nella gara di Coppa del Mondo di Cittiglio l’Unione Ciclistica Internazionale e la Federazione Ciclistica Italiana vedono un modello organizzativo per tutto il movimento; la Cycling Sport Promotion ne ha fatto un motivo di orgoglio e di qualità contagiosa. Per questi organizzatori il consenso non è un traguardo ma una linea di partenza dalla quale riproporre sempre nuove emozioni e suggestioni.

Dal punto di vista tecnico quest’anno la Cycling Sport Promotion ha reso ancora più avvincente il confronto modificando nuovamente il percorso, ancora più spettacolare. Si parte da Laveno Mombello e si percorre la pista ciclabile fino a Cittiglio per il via ufficiale. Alfredo Binda partì proprio da Cittiglio per costruire il suo mito e entrare nell’immaginario collettivo come un corridore imbattibile. La sfida al femminile ne ricorda le gesta per sottolineare che il ciclismo non conosce differenza o distanza di alcun tipo.

La corsa sfugge alle atlete italiane ormai da troppi anni; finora il confronto con le straniere è stato addirittura impietoso. Vedremo quest’anno cosa accadrà; siamo nel 2013, l’anno d’inizio di un nuovo quadriennio olimpico e sono tante le giovani che ambiscono a diventare protagoniste da qui a Rio de Janeiro 2016.



Grazie da Mario Minervino

Mi guardo indietro e ripercorro con la memoria la strada percorsa per arrivare fin qui. Per fare in modo che Cittiglio, Varese, la Lombardia e l’Italia potessero ospitare una grande corsa, come la Coppa del Mondo donne, Tr. Binda” – Comune di Cittiglio.

La macchina organizzativa è ormai collaudata, il nostro entusiasmo è sempre alle stelle, gli sforzi prodotti sono entrati a far parte di una tabella di marcia che, come per le atlete, ci consente di giungere ai grandi appuntamenti sempre in perfetta forma.

Il sostegno degli Amministratori e degli Enti Locali, degli Sponsor e di tutti gli amici che hanno pienamente compreso la valenza di questa manifestazione, ai fini della promozione turistica del territorio, è costante.

La riuscita del Trofeo Binda è dovuta ai collaboratori che mi sostengono e mi sono molto vicini. La Polizia Stradale, la Polizia Locale, i Volontari. Tutti loro, insieme alla giuria e agli addetti ai vari servizi logistici, ai medici, alla stampa, costituiscono una “famiglia” molto variegata ma molto compatta che garantisce la massima sicurezza per le concorrenti ed il successo dell’evento.

Alla vigilia delle elezioni rivolgo un caloroso abbraccio al presidente Renato Di Rocco e saluto il Consiglio Federale, il Segretario Generale, l’UCI con la quale continuiamo a sviluppare il progetto reCycling.

Grazie alle Autorità civili, militari, sportive, politiche, sociali, culturali e alla RAI, che unisce sempre passione e professionalità. Grazie a tutti.



Da Alfredo Binda nel 1902

Ciclismo da sempre a Cittiglio. E nel 2013 anche a Laveno Mombello

Cittiglio, pochi chilometri a nord di Varese, è un paese piccolo, eppure conosciuto perché ha dato i natali al più grande campione che l’Italia abbia regalato al ciclismo mondiale: Alfredo Binda.

Nato nel 1902 e scomparso nel 1986, lanciato da un commerciante di biciclette italiano in Francia (a Nizza Binda collaborava con zio e fratello stuccatori), fu ingaggiato dalla Legnano del mitico Eberardo Pavesi per dodicimila lire di stipendio annuo. Debuttò ad alto livello nel Giro d’Italia del 1925, in teoria gregario, nei fatti libero di prendere iniziative: si dimostrò talmente ispirato da vincere la corsa rosa tra lo stupore dei tifosi. Fu l’abbrivio di una carriera ineguagliabile, fatta di 5 Giri come Coppi e Merckx (più uno... ad honorem: nel 1930 gli organizzatori lo pagarono per restare a casa), 3 titoli mondiali, 4 campionati italiani, 2 Milano-Sanremo, 41 tappe del Giro e 2 del Tour (purtroppo ne disputò uno solo, per motivi di sponsor), più mille altri trofei che stanno stretti in una bacheca pazzesca. Si ritirò nel ’36 dopo un rovinoso capitombolo alla Sanremo.

A guerra finita divenne ct della nazionale, riuscendo a far coesistere due galli come Bartali e Coppi: portò in Italia quattro maglie gialle (Bartali, due volte Coppi, Nencini) e due iridate (Coppi e Baldini). Furono lui e Gianni Brera a introdurre nel mondo del pedale il concetto di ammiraglia. Un campione straordinario, amatissimo ovunque, America compresa: il suo mito spopolò nell’era pre-televisiva, figurarsi che icona sarebbe stato se si fosse giovato dei media odierni.

Cittiglio ricorda “il Binda” con un museo dei cimeli che, situato nel centro del paese, ha appena superato quota 40 mila visitatori, e con la gara femminile a lui intitolata, che nel 2012 spegnerà la 37ª candelina. Quella in programma il prossimo 25 marzo sarà la 14ª edizione dalla rinascita del 1999, la quinta sotto le insegne della Coppa del Mondo.

La sua storia, ricca di aneddoti e di grandi nomi, rende il Trofeo Binda una manifestazione unica nel panorama italiano e internazionale. Sono lontani gli esordi del 1974: in quell’anno la lecchese Giuseppina Micheloni, ottima atleta che fu azzurra e tricolore, inaugurò l’albo d’oro della corsa cittigliese, partita col modesto rango di prova regionale ma subito appetita dalle grandi firme del ciclismo femminile dell’epoca. Tra le vincitrici dei tempi pionieristici fi gura anche la formidabile Maria Canins; negli anni ’90 si imposero sul traguardo di via Valcuvia talenti come Fabiana Luperini e Valeria Cappellotto.

La prima vita del Binda si chiuse nel ’96. Dopo due anni di stop, nel ’99 il comune di Cittiglio incaricò Mario Minervino di far risorgere la corsa. Detto fatto: divenne gara nazionale e poi internazionale, incoronando puntualmente fuoriclasse assolute e acquisendo un profi lo di primo piano. Dal 2008, persa la Sanremo donne, l’Uci ha designato il Trofeo Binda come unica prova italiana di Coppa del Mondo, manifestazione inferiore solo a Olimpiadi e Mondiali per fascino e prestigio.

È insomma la gara più importante del calendario italiano e si corre proprio sulle strade care ad Alfredo Binda, che quando non gareggiava in giro per il mondo soleva uscire in bici col fratello Albino, ingoiando chilometri sugli stessi saliscendi silvestri della Valcuvia che impegnano le campionesse di oggi.

L’annuale festa del Trofeo Binda, che si è progressivamente sganciata dall’iniziale collocazione a Pasquetta per brillare di luce propria, è anche l’abbraccio di una terra che trasuda passione per le due ruote.

Cittiglio e l’intero Varesotto partecipano con calore all’evento, il coinvolgimento delle scuole assicura la diffusione attraverso lo sport di messaggi educativi alle nuove generazioni.

L’edizione 2013, poi, avrà come sempre qualche novità sul percorso con partenza ufficiosa da Laveno Mombello, quindi la ciclabile fino a Cittiglio per la partenza ufficiale.

Sarà come sempre decisiva per la selezione definitiva la salita di Orino: un’erta che sta al Binda come il Cauberg all’Amstel, lo Jaizkibel a San Sebastian, il muro di Huy alla Freccia Vallone, il Grammont al Fiandre, il Ghisallo al Lombardia, il Mortirolo al Giro, l’Alpe d’Huez al Tour.

Su questo tracciato non si può bleffare: prova ne sia che dal ’99 a oggi hanno trionfato cinque volte atlete che hanno vestito la maglia iridata (Ziliute, doppia Cooke, Schleicher, doppia Vos, Pooley -a cronometro-), un’olimpionica (la stessa Cooke), cinque vincitrici di Giro e/o Tour (Luperini, Cooke, Brändli, Pooley, Vos), quattro regine di Coppa del Mondo (Ziliute, Wood, Cooke, Vos) e nel 2012 la campionessa olimpica Marianne Vos.

Un albo d’oro sontuoso che attende un nuovo grande nome: la lunga marcia verso l’appuntamento del 24 marzo è già cominciata, con la certezza che sarà un’altra giornata memorabile.



Trofeo Binda: Cycling for reCycling

Nel ciclismo l’ambiente è parte integrante dell’esercizio fisico e proprio per questo il ciclista osserva sempre profondo rispetto per il territorio che osserva dal sellino. Così, tutela dell’ambiente e promozione del territorio diventano parte del prezioso patrimonio che caratterizza il movimento ciclistico, filosofia fatta propria dagli organizzatori degli eventi più in vista.

Nasce di conseguenza “Recycling”: il progetto con il quale l’Unione Ciclistica Internazionale sottolinea proprio queste migliori prerogative nei confronti degli organizzatori che guardano al futuro con entusiasmo e sensibilità.

Prima in assoluto in Italia anche nel 2013 la Cycling Sport Promotion si avvicina alla Coppa del Mondo donne sposando in pieno il progetto ideato proprio per proporre gli eventi di ciclismo quale occasione di promozione e sviluppo territoriale.

In questo contesto non esiste scenario migliore di quello individuato da Mario Minervino e dai suoi collaboratori in occasione del trofeo Alfredo Binda. Infatti, il progetto attuativo proposto dalla CSP “Cycling for ReCycling” è stato promosso a pieni voti dall’UCI che nella Valcuvia e nelle Valli del Verbano ha individuato la prima favorevole occasione per il lancio dell’iniziativa che distinguerà da qui in avanti le organizzazioni più attente.

Il Varesotto, con i suoi prodotti tipici, la natura e la cultura per il rispetto ambientale potranno fregiarsi d’ora in poi del riconoscimento che l’UCI riserva alle organizzazioni che si distinguono per l’ecosostenibilità dei propri eventi: “In questi anni di storia organizzativa abbiamo sempre prestato massima attenzione alle novità proposte dall’UCI – ha sottolineato Mario Minervino - . Abbiamo partecipato con forte entusiasmo ai progetti relativi la sicurezza, le strutture, la cartellonistica e la comunicazione, portandoli a compimento con successo. Ora ci concentriamo sull’ambiente, tema a cui teniamo in modo particolare”.

Il Comune di Cittiglio, la Comunità Montana Valli del Verbano, il Gal dei Laghi e della Montagna, il Gal delle Valli del Luinese, Valcuvia Servizi, la Provincia di Varese, la Regione Lombardia, il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare hanno concesso il loro importante patrocinio.

 Cittiglio (VA), 3 gennaio 2013

 
Livio Iacovella
 

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