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17-03-2012
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SEMPRE PIU’ AUSTRALIANA LA MILANO-SANREMO: DOPO GOSS, ECCO SIMON GERRANS

Secondo posto per Fabian Cancellara e terzo per Vincenzo Nibali autore dell’attacco decisivo sul Poggio

L'Australia esulta per il secondo anno di fila nella Classicissima con un altro vincitore dalla terra dei canguri: Simon Gerrans (GreenEdge Cycling Team) nativo di Melbourne. Il compagno di squadra del vincitore 2011 Goss, ha messo il sigillo sulla 103esima edizione della Milano-Sanremo conquistando il primo successo in carriera in una grande classica. Gerrans si è preso il lusso di battere in uno sprint ristretto due valorosi compagni di fuga: l’elvetico Fabian Cancellara e un ottimo Vincenzo Nibali (Liquigas-Cannondale) scattato con decisione poco prima della vetta del Poggio.

A ridosso del podio ancora un sorprendente Peter Sagan (Svk, Liquigas Cannondale) arrivato quasi a ridosso del terzetto (2 secondi) ma si è lasciato alle spalle John Dekengolb (Ger, Project 1T4I), l’ex tricolore Filippo Pozzato (Farnese Vini-Selle Italia) e il tre volte vincitore della Sanremo Oscar Freire (Esp. Katusha Team).

Ben 90 paesi collegati in televisione per assistere alla prima Gara Monumento della stagione 2012 che è partita stamattina da Milano, nella cornice del Castello Sforzesco, attorno le 10,00 con 200 corridori al via in rappresentanza di 25 squadre non prima di aver osservato un minuto di raccoglimento per ricordare i bambini belgi morti nel terribile incidente stradale in Svizzera.

Subito dopo la partenza, i primi a promuovere la lunga fuga di giornata sono stati l’olandese Tom Veelers (Project 14 Ti) e il norvegese Vegard Stake Laengen (Team Type 1) raggiunti al quarto chilometro da Dmitry Gruzdev (Kaz, Astana), Juan Pablo Suarez (Col, Colombia Coldeportes), Juan Josè Oroz Ugalde (Esp, Euskaltel Euskadi), Micheal Morkov (Den, Saxo Bank), Oleg Berdos (Mol, Utensilnord Named) e dai nostri Angelo Pagani (Colnago Csf Bardiani) e Pierpaolo De Negri (Farnese Vini-Selle Italia) e subito dietro il portoghese Rui Costa (Movistar Team) che non è riuscito a raggiungere i fuggitivi.

Con una media della prima ora di corsa di 47,032 km/h, via libera per i nove fuggitivi che hanno raggiunto un vantaggio massimo di 13’56” al km 74 nei pressi di Tortona (12’56” al km 101 e 12’00” al km 111) e all’uscita della galleria in cima al Passo del Turchino (altitudine 532 metri) il margine è sceso a 9’00”.

Primo colpo di scena della giornata sulle rampe iniziali delle Manie: l’iridato Mark Cavendish (Gbr, Sky Procycling) si è staccato percorrendo col proprio passo la salita nonché scortato da tre compagni di squadra. Un momento di corsa sorprendente che ha visto Cavendish addirittura perdere le ruote dei propri compagni di squadra e a terminare la salita molto affaticato (a fianco è rimasto solo l’austriaco Eisel) accusando un gap di 52 secondi in cima dal gruppo condotto dalla Liquigas-Cannondale grazie a un attivissimo Valerio Agnoli.





Ma lungo la discesa delle Manie, brivido per il colombiano Carlos Julian Quintero (Colombia Coldeportes) caduto rovinosamente a terra ma ha ripreso conoscenza riportando una brutta ferita alla testa e soccorso da due ambulanze è stato trasportato in ospedale per accertamenti (con sospetta frattura dell'omero).

Al ritorno sull’Aurelia, il gruppetto con Cavendish ha raggiunto la seconda parte del gruppo con Tyler Farrar (Usa, Garmin-Barracuda), Elia Viviani (Liquigas-Cannondale) e Daniele Colli (Team Type 1) cronometrati a 1'22" dal gruppo principale forte di un centinaio di unità.

In quel frangente, le formazioni di Omega Pharma-Quick Step e Bmc Racing Team si sono messe sinergicamente a scandire un ritmo alto con l’obiettivo di non far rientrare Cavendish costretto a un lungo e faticoso inseguimento.

Ad Albenga (65 chilometri all’arrivo), il gruppo di Cavendish e Farrar ha accusato un gap di 50" dal gruppo dei big lanciato all’inseguimento del drappello degli otto battistrada che, nel frattempo, si è sfaldato con l’accelerazione di Berdos ma a Capo Mele le speranze del gruppetto Cavendish sono svanite definitivamente in quanto il margine che li separava dal gruppo principale aveva superato il minuto. Non solo Cavendish e Farrar hanno abdicato: anche Alessandro Petacchi (Lampre-Isd) è stato segnalato in nettà difficoltà sui Capi. A 41 chilometri dall’arrivo si sono fatti vedere in testa anche gli uomini della Katusha. Per prendere le prime posizioni si è verificata una caduta che ha coinvolto il vincitore 2011 Matthew Goss (Aus, Greenedge Cycling Team) il quale si è rialzato subito ed è stato costretto ad inseguire.

Ancora Valerio Agnoli e Daniel Oss (Liquigas) hanno iniziato a dettare il ritmo lungo la salita della Cipressa e nelle posizioni di avanguardia si sono affacciati anche Alessandro Ballan e il belga Greg Van Avermaet (Bel, Bmc Racing Team).
Lungo l’ascesa, l’andatura non è stata forsennata e per questo ne hanno approfittato Francisco Vila (Esp, Utensilnord Named), scattato nel tratto più ripido della salita, e Johnny Hoogerland (Ola, Vacansoleil Dcm) con 11 secondi di margine sul gruppo che nel frattempo si era riportato su Rui Costa (Por, Movistar Team) uscito all’inseguimento della coppia Vila-Hoogerland. Altro brivido a 300 metri dallo scollinamento sulla Cipressa: caduta del pluricampione belga Philippe Gilbert (Bmc Racing Team) che è rimasto attardato e tagliato fuori assieme ad altri corridori come Jelle Vanendert (Bel, Lotto Belisol), Christophe Riblon (Fra, Ag2r La Mondiale), Vladimir Gusev (Rus, Katusha Team), Dominique Rollin (Fra, Fdj Big Mat), Artur Vichot (Fra, Fdj Big Mat) e Jon Izaguirre (Esp, Katusha Team).

Terminata la discesa, lungo la Via Aurelia il gruppo dei migliori si è nuovamente ricompattato e riorganizzato in vista del Poggio con alcuni big: Cancellara, Boonen, Freire, Nibali, Sagan, Pozzato e Boasson Hagen (l’unico del team Sky ad aver terminato la corsa). Esaurita ai meno 20 dall’arrivo l’azione di Vila e Hoogerland, ai piedi del Poggio si è presentato un gruppo di circa 50 unità con la Rabobank a condurre a velocità sostenuta nonostante il forte vento che ostacolava in parte la marcia.






Subito è partito uno scatenato e insostituibile Agnoli (per spianare la strada al proprio capitano Nibali) raggiunto dallo spagnolo Angel Madrazo (Esp, Movistar Team). L’attacco solitario di quest’ultimo è stato ben presto annullato da Vincenzo Nibali (Liquigas-Cannondale) che lo ha raggiunto e superato per poi farsi riprendere poco dopo dal campione australiano in carica Simon Gerrans (GreenEdge Cycling Team) e il pluri iridato a cronometro e olimpico 2008 Fabian Cancellara (Sui, Radioshack Nissan Trek).

Il terzetto ha subito guadagnato un centinaio di metri di vantaggio in cima al Poggio con il drappello dei più immediati inseguitori con Luca Paolini e Oscar Freire (Katusha Team) a inseguire per non perdere terreno prezioso dagli attaccanti e con Goss segnalato in lieve difficoltà.

Complice la discesa con le sue 23 curve e i suoi 7 tornanti, Nibali, Cancellara e Gerrans hanno incrementato il margine ma il corridore messinese della Liquigas e l’australiano della GreenEdge non hanno dato neppure un cambio allo scatenato elvetico già vincitore della Sanremo nel 2008 con un’azione di forza.

Negli ultimi 2500 metri, lungo la Via Aurelia, è stato un bellissimo spettacolo, un continuo braccio di ferro tra il terzetto al comando e i più immediati inseguitori nel quale Peter Sagan (Svk, Liquigas-Cannondale) ha lasciato l’iniziativa di condurre l’inseguimento alla formazione Katusha di Freire con l’obiettivo di avvicinarsi ai tre battistrada.
Fino all'ultima curva del rettilineo finale (6 secondi il margine a 1300 metri dall’arrivo) Nibali e Gerrans sono stati molto presi nello studio del generosissimo e diretto avversario Cancellara per impostare la volata che ha premiato il corridore australiano, netto dominatore con mezza ruota su Cancellara e alle sue spalle Nibali. A 2 secondi la volata degli inseguitori con Sagan, Degenkolb e Pozzato mentre Cavendish e Petacchi in difficoltà tra le Manie e i Capi non hanno portato a termine la loro gara. In vista del traguardo, caduta per Matteo Trentin (Omega Pharma-Quick Step) e Greg Van Avermaet (Bel, Bmc Racing Team). Tempo del vincitore 6.59’24” dopo 298 chilometri di corsa alla media di 42,632 km/h.

“Difficile essere più felice di così, ho vissuto una giornata eccezionale affiancato da una squadra eccezionale. Ho capito che potevo giocarmela quando sul Poggio sono riuscito a seguire senza troppa fatica Nibali e Cancellara. Forse non mi rendo ancora conto di quello che ho fatto, credo che mi servirà del tempo. Con Cancellara che tirava così forte sapevo che c’erano buone possibilità di arrivare al traguardo. Ho corso con grande freddezza, ed ho aspettato fino agli ultimi metri per giocare le mie carte. Io ho dato quel che potevo per la buona riuscita della fuga ma, sapendo quanto Fabian sia forte, mi sono tenuto una riserva di energia per la volata. In corsa non abbiamo parlato molto con il mio compagno Goss, io dovevo entrare nelle fughe e lui aspettare l’eventuale sprint. Così è stato e la vittoria è il premio per aver corso con intelligenza. La Milano – Sanremo sta diventando molto fortunata per noi australiani, lo scorso anno vinse Goss, che ora è mio compagno di squadra alla GreenEdge, ora ho vinto io: è davvero una grandissima soddisfazione. E proprio con Goss siamo andati in allenamento qualche settimana fa sulla Cipressa e sul Poggio e lui stesso mi ha raccontato come l’ha vinta. Detto, fatto: ho pensato di poter fare del mio meglio per vincerla e ci sono riuscito. Per me è una sorpresa essere così in forma già dalle corse di gennaio”. Dopo un trascorso nel motocross, Simon Gerrans si avvicinò al ciclismo a 16 anni quando, dopo un incidente in moto in cui ruppe il ginocchio, su consiglio di Phil Anderson, ex corridore professionista, iniziò a praticarlo come rieducazione. A 19 anni si trasferì in Italia con la speranza di fare carriera. È passato professionista nella stagione 2005 vestendo le maglie di AG2R La Prevoyance (2005-2006-2007), Crédit Agricole (2008), Cérvelo (2009), Sky (2010-2011) e quest’anno GreenEdge Cycling Team. Nella massima categoria ha vinto 18 corse tra cui la tappa di Prato Nevoso al Tour de France nel 2008, la tappa Campi Bisenzio-Bologna San Luca al Giro d’Italia 2009, la tappa di Murcia alla Vuelta di Spagna nel 2009 e, in stagione, prima della Sanremo, il titolo nazionale in linea e la classifica finale del Tour Down Under. Con la vittoria odierna, Gerrans occupa anche il primo posto nella speciale classifica UCI World Tour davanti a Vincenzo Nibali.

“Provo un senso di soddisfazione e delusione allo stesso tempo – afferma Nibali, secondo nel 2012 e ottavo alla Sanremo nel 2011 -. Ho fatto ciò che dovevo, con i tempi e i modi giusti, ma per sperare di vincere non dovevo avere a ruota due come Cancellara e Gerrans. Purtroppo, si sa, negli sprint non sono proprio competitivo. L’azione sul Poggio era studiata a tavolino sin dal mattino. Terminata la discesa avevamo vento contro e le “trenate” di Cancellara tenevano la velocità troppo altra, impedendomi qualsiasi tipo di rilancio. Poi dietro c’era Peter che in volata poteva giocarsela. Insomma, ho fatto il possibile e non potevo chiedere di più. Complimenti a Gerrans, sia per lo sprint finale che per avermi seguito nell’azione decisiva”.

Per il compagno di squadra Peter Sagan “la corsa si era messa bene per noi, poi sono emersi i fattori che rendono la Sanremo una corsa unica: tattica, esperienza e fortuna. Ne esco comunque con la certezza che la condizione c’è. E poi, ho fatto un nuovo passo avanti in una corsa difficilissima: so che posso puntarci in futuro e di avere le carte in regola per vincere”.

Così il tre volte campione del mondo e re della Sanremo 2004-2007-2010 Oscar Freire (Katusha Team) settimo all’arrivo: “Oggi fatto del mio meglio, non potevo fare di più. Purtroppo le mie gambe non hanno reagito come mi aspettavo e quando ha iniziato la fuga alla fine ho capito che non potevo lottare per la vittoria. Non sono deluso: ho fatto del mio meglio ma non ho rimpianti”.

Danilo Di Luca (Acqua&Sapone) 63.mo all’arrivo: “Ho dovuto tirare a tutta per rientrare ma quando sono riuscito a riagganciare la coda del gruppo, davanti hanno cominciato ad accelerare ed a scattare; la mia gara in pratica è finita lì. La cosa che fa più rabbia è che sento di star bene, di avere una buona condizione. Spero cominci a girare per il verso giusto”.

ORDINE D’ARRIVO
1 Simon Gerrans (Aus) Greenedge Cycling Team 6.59’24”
2 Fabian Cancellara (Swi) Radioshack-Nissan
3 Vincenzo Nibali (Ita) Liquigas-Cannondale
4 Peter Sagan (Svk) Liquigas-Cannondale a 2”
5 John Degenkolb (Ger) Project 1T4I
6 Filippo Pozzato (Ita) Farnese Vini - Selle Italia
7 Oscar Freire Gomez (Spa) Katusha Team
8 Alessandro Ballan (Ita) BMC Racing Team
9 Daniel Oss (Ita) Liquigas-Cannondale
10 Daniele Bennati (Ita) Radioshack-Nissan
11 Xavier Florencio Cabre (Spa) Katusha Team
12 Luca Paolini (Ita) Katusha Team a 12”
13 Simon Geschke (Ger) Project 1T4I
14 Oscar Gatto (Ita) Farnese Vini - Selle Italia
15 Matthew Harley Goss (Aus) Greenedge Cycling Team a 20”
16 Giovanni Visconti (Ita) Movistar Team
17 Jacopo Guarnieri (Ita) Astana Pro Team
18 Francisco José Ventoso Alberdi (Spa) Movistar Team
19 Koen De Kort (Ned) Project 1T4I
20 Johnny Hoogerland (Ned) Vacansoleil-Dcm Pro Cycling Team
22 Tom Boonen (Bel) Omega Pharma-Quickstep
24 Sacha Modolo (Ita) Colnago - Csf Inox
25 Edvald Boasson Hagen (Nor) Sky Procycling
26 Marco Marcato (Ita) Vacansoleil-Dcm Pro Cycling Team
43 Damiano Cunego (Ita) Lampre - ISD
52 André Greipel (Ger) Lotto Belisol Team a 1’48”
63 Danilo Di Luca (Ita) Acqua & Sapone
69 Greg Van Avermaet (Bel) BMC Racing Team a 2’20”
73 Valerio Agnoli (Ita) Liquigas-Cannondale a 2’44”
87 Philippe Gilbert (Bel) BMC Racing Team a 7’43”
108 Elia Viviani (Ita) Liquigas-Cannondale a 20’18”
109 Tyler Farrar (USA) Garmin - Barracuda

Luca Alò

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