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(I.L.) Questa settimana, Alessandro ci parla della su "Prealpi marathon", corsa in 6° posizione...
Buona lettura!
Eccoci pronti per una nuova sfida.
Oggi però c’è un altro appuntamento importante: la prima comunione di mio figlio Filippo. Il primo pensiero è quindi quello di presentarmi alla cerimonia della sera ancora in forma per l’evento: farò una corsa controllata……
Impossibile, quando metti la placca del numero sulla bicicletta la visione delle cose cambia ed addio ai propositi pre gara!
Subito dopo la partenza un falsopiano in discesa con Marco Bui che fa l’andatura mi riporta ai tempi in cui questo “collega ciclista” faceva il bello ed il cattivo tempo; ora si sta preparando con l’obiettivo di partecipare alle olimpiadi dei diversamente abili e ritrovarlo lì davanti è segno che i cavalli pazzi non si domano.
Suo il primo scatto in salita che accende le micce. Si forma ben presto un gruppetto di testa con una decina di unità che si allungherà decisamente con il passare dei chilometri.
Le mie sensazioni sono buone ma più saliamo e più le gambe diventano dure: siccome la gara è ancora molto lunga preferisco salire del mio passo e vedo davanti gli avversari allontanarsi. Giacomo Antonello si deve arrendere presto per la rottura della catena (beato lui, almeno ha faticato poco), così al passaggio di metà gara sono 10° ma confido ancora in un piccolo recupero anche se difficile da realizzare perché, aimhè, le montagne offrono paesaggi stupendi ma la visione d’insieme mi colloca piuttosto lontano dai primi.
Sui saliscendi che seguono l’arrampicata ai 1400 metri del gran premio della montagna fa freddo e, sorpresa, compare la nebbia. In tanti anni di attività ne ho prese di congelate quindi non amo certo queste situazioni: non si vede niente e soprattutto in discesa ti devi fidare del sesto senso (fortunatamente conosco bene il percorso perché abito in zona e su queste montagne mi ci alleno),…..almeno fossi in compagnia di qualcuno! Ad aspettare quelli dietro non ci penso proprio, allora a tutta, preferisco la compagnia di chi mi precede!
Ad un certo punto vedo davanti a me una maglia della Full dynamix: è Mike Felderer che viaggiava in seconda posizione e che ha forato. Cavolo, è in mezzo ai boschi appiedato e con questo freddo: ha bisogno di un fast per riparare la gomma, glielo lancio e continuo.
Dieci chilometri più tardi la nebbia se ne va ed ironia della sorte adesso sono in compagnia: Felderer mi ha riagganciato così facciamo la discesa insieme. Giunti a valle troviamo Thomas Paccagnella che procede a piedi per la rottura del cambio (sfortunato lui, era quasi all’arrivo) ed anche Longo ha forato ma è talmente in anticipo su tutti che ha cambiato ruota ed è ripartito ancora in testa.
Arriviamo all’ultimo chilometro e comincia lo studio per la volata….. Macchè volata…. Per l’arrivo manca ancora uno strappo ed il mio compagno di viaggio va più forte, così mi lascio sfilare già contento per l’ipotetica settima posizione. Sorpresa! Felderer si dimostra un signore e quando si accorge di avere qualche metro di vantaggio, rallenta per farmi transitare davanti a lui sotto il traguardo. Ecco, senza tante parole questo gesto è il motivo di tanta passione per il mondo delle ruote grasse.
Un appunto: in gara ho fatto tanta fatica senza trovare il colpo di pedale giusto, subito dopo l’arrivo era come se non avessi corso. Almeno alla cerimonia della sera sarò brillante.
(Alessandro Fontana)
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