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Punta Veleno è roba per gente di montagna. Come gli atleti della Colombia-Coldeportes attualmente in ritiro collegiale a Torbole sul Garda, e come i trentini doc Moreno Moser, Daniel Oss e Alessandro Bertolini che pur non essendo scalatori puri non si sono sottratti quest’oggi al sopralluogo lungo il percorso della terza tappa del prossimo Giro del Trentino (17-20 aprile), su una salita inedita ma che ha già destato grande curiosità per il suo elevato tasso di difficoltà, tanto che molti la ritengono la vera tappa-chiave della gara trentina, addirittura più dell’arrivo in vetta al Pordoi nella successiva e conclusiva giornata.
Lina e Nerino Ioppi, in rappresentanza del GS Alto Garda, non sono voluti mancare ad una festosa giornata conclusasi a Brenzone, sulla sponda veronese del Garda, con polenta e buon vino. “Siamo lusingati dell’entusiasmo che si sta creando intorno alla nostra tappa – ha dichiarato Rinaldo Sartori, sindaco di Brenzone – e sicuri che questa salita non tradirà le aspettative. Noi confidiamo che Punta Veleno possa diventare una salita da grandi giri, familiare per i campioni del ciclismo”.
Gli atleti sono saliti in bici fino a tre quarti della salita, quando la neve ha impedito loro di proseguire, ma il test è stato ugualmente illuminante: “Che sia un’ascesa molto dura non ci sono dubbi – ha dichiarato il due volte vincitore del Giro d’Italia Gilberto Simoni, intervenuto in qualità di ospite d’onore – non l’ho mai percorsa in bicicletta ma non c’è rischio di sbagliarsi. Qui ci sarà grande spettacolo”.
Unanimi i commenti degli atleti che hanno riconosciuto questa salita di 8,5 km, con pendenze fino al 20%, essere un autentico baluardo da sormontare. I colombiani, che di salita si nutrono, l’hanno affrontata con grandissimo slancio: “Il freddo ha reso lo sforzo ancora più impegnativo – ha dichiarato il giovane e promettentissimo Esteban Chaves – ma credo che in aprile la temperatura sarà diversa. La salita offre diversi punti in cui è possibile un brusco cambio di velocità, tuttavia bisogna essere prudenti per non rischiare di saltare alla distanza”.
Un po’ meno entusiasti i corridori di casa Moreno Moser, Daniele Oss e Alessandro Bertolini, che pur non essendo arrampicatori puri hanno comunque voluto cimentarsi nella sfida: “E’ una salita proibitiva – ha detto Bertolini – adatta a corridori molto agili e leggeri. Neanche lo Zoncolan e Plan de Corones reggono al confronto, anche se qui non siamo in alta montagna, bensì vicinissimi al lago. Sarà una sorpresa per molti”.
Claudio Corti, general manager della Colombia-Coldeportes, ha rivolto a tutte le autorità del comune di Brenzone, agli organizzatori del Giro del Trentino, alla stampa il ringraziamento della sua squadra per l’accoglienza ricevuta in Trentino. “Qui sul Garda i miei ragazzi stanno vivendo giornate straordinarie. Speriamo che questo sia per noi il preludio di una stagione scintillante”.
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Ufficio Stampa 36° Giro del Trentino
Vitesse
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