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11/05/2010
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Opinion Giro: QUANDO LA PIANURA FA MALE

Distacchi, cadute, ventagli: nel giorno di riposo il Giro conta i danni

Dopo il trasferimento aereo dall’Olanda, fortunatamente non compromesso dalla nube vulcanica irlandese, il Giro torna in Italia nel giorno di riposo. Un martedì piovoso quello che anticipa la cronosquadre di domani, a Savigliano (CN). Ventiquattro ore che servono ai corridori per recuperare e – visto l’andamento delle tappe in terra olandese- anche per curarsi ferite e acciacchi dovuti alle tante cadute.
Forse l’aggettivo “tante” è ancora limitante: più che ad una corsa in bici, a tratti ci siamo trovati davanti ad una partita di bowling. Si cadeva da dietro, in mezzo al gruppo e anche in testa: le stradine olandesi, battute dal vento, hanno fatto molti più danni di quanto pensassimo. Quando si dice: la pianura fa male!
 

Molti di noi, abituati alle gare qui in Italia, molto spesso sottovalutano il nord: eppure in queste terre al confine con mare e cielo, non ci saranno GPM, ma i ventagli fanno la differenza. Chi non è avvezzo a questo “gesto tecnico” paga dazio. Perde secondi, se non addirittura minuti. Come è successo a Sastre, Cunego e tanti altri.
 

Il dato più indicativo, probabilmente, è quello relativo alle squadre, tassello fondamentale del singolo per la vittoria al Giro. Come si temeva, la BMC di Cadel Evans non sembra ancora attrezzata a sufficienza per poter puntare a vincere una grande corsa a tappe: l'australiano è stato ieri fantastico per grinta e generosità, ma dopo la caduta (tra l'altro non causata da lui, ma dopo tamponamento) si è ritrovato completamente da solo ed in un colpo solo ha perso la maglia rosa ed ha regalato 46" a tutti i principali rivali per la classifica ed eccezione di Sastre, non apparso lucido e brillante in questa prima parte di Giro.
Pllice in su invece per Liquigas e Astana: i verdi di Amadio si erano già messi in bella mostra nel concitato finale della prima tappa e ieri hanno dato prova di grande compattezza, nonostante – a nostro avviso- non abbiano sfruttato a pieno la superiorità numerica nel primo gruppetto: essere in 4 con Evans staccato, si poteva tirare di più.

L' Astana, invece, si ritrova anticipatamente in maglia rosa e nella cronosquadre avrà il grande vantaggio di partire per ultima conoscendo intertempi e distacchi vari: una piccola prova generale la si è vista ieri a 80 km dall'arrivo quando con un bel forcing hanno spaccato il gruppo il tre tronconi. Il Giro è appena iniziato, ma i distacchi sono già - per alcuni-molto pesanti.

Vedremo domani sera, se qualcuno riuscirà a recuperare o se, avrà perso ogni possibilità di vestire la maglia rosa.
 

(Ilenia Lazzaro)
 

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