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Ci siamo. Oggi pomeriggio scatta il Giro D’Italia in quel di Amsterdam, la città dove per la nona volta la corsa rosa, baluardo dell’italianità, vivrà una partenza al di fuori dei confini nazionali. In programma la prima tappa, una cronometro individuale di 8,4 chilometri che toccherà i luoghi più importanti della città dei fiori, che è anche capitale europea della bicicletta( 600.000 bici per 730.000 abitanti è il mezzo di locomozione più diffuso). Domani e lunedì altre due tappe nel vento del mare del nord: la Amsterdam-Utrecht (210 km) e la Amsterdam-Mittelburg (224). Martedì il giorno di riposo e il rientro in Italia.
Da lì in poi si vedrà la gara vera, chi attaccherà, chi giocherà di rimessa o nascosto, chi si staccherà e chi farà la differenza. Da lì in poi ci saranno tappe per le ruote veloci e le tanto attese montagne per gli scalatori. Il nordest proporrà un antipasto succulento (il Monte Grappa del 22 Maggio), un primo degno di nota (lo Zoncolan il 23) e un secondo che potrebbe restare indigesto per molti (la cronoscalata a Plan De Corones martedì 25). Ma si sa, al di là di altimetrie e percorsi, la corsa la fanno sempre i corridori. Sui maggiori social network sono già partite le toto-scommesse: c’è chi dice il favorito sia il campione del Mondo Cadel Evans (quotato anche dalle agenzie ufficiali), chi lo spagnolo Carlos Sastre, chi gli italiani Basso, Garzelli, Scarponi, chi il kazako Vinokourov. Se proprio dobbiamo fare un pronostico anche noi, bhe, viste le dichiarazioni della partenza e la condizione espressa fino a qui direi che questo Giro potrebbe essere un duello tra Evans e Sastre con Vinokourov terzo incomodo ma forse un po’ troppo pesante per poter primeggiare nei tapponi dell’ultima settimana. Per i colori azzurri vedo un Basso un po’ indietro e non più ai livelli degl’anni migliori, terrei d’occhio Domenico Pozzovivo, ragazzino timido e magrolino, che con le salite finali potrebbe fare la differenza: ricordiamo che Passi storici come Mortirolo, Gavia, Aprica ecc..dopo il Grappa, lo Zoncolan e il Plan potrebbero fare davvero male.
Ma il giro non sarà solo sport ma anche spettacolo, musica, divertimento. Un carrozzone itinerante di belle ragazze, miss vere o presunte, ragazzi immagine, intrattenitori, musicisti. Perché il Giro, a volte, agl’occhi dello spettatore può sembrare un paese dei balocchi, dove tutti si divertono spensierati. Dove graziose ragazze in abiti succinti ti regalano il thè se hai sete o i cappellini e altri gadget se vuoi ripararti dal sole e dalla pioggia. Bisogna guardare però, con occhio critico, anche l’altra parte della medaglia. Oltre a tutto questo, oltre agli atleti, il Giro è anche collaboratori tecnici, meccanici, massaggiatori, direttori sportivi, giornalisti, operatori tv. Gente che sgobba per montare e smontare le transenne pre e dopo , chi per preparare un pezzo o un servizio sulla tappa del giorno, chi per lavare e aggiustare biciclette, chi per aiutare gli atleti fisicamente e mentalmente a rilassarsi e recuperare più in fretta la fatica patita in corsa. E’ importante ricordare tutti, perché molto spesso il loro è un lavoro nell’ombra.
Per gli amanti del ciclismo, di questo mondo che noi amiamo raccontare, il Giro d’ Italia è però anche l’unico periodo dell’anno di rivincita nei confronti dei nostri figli/e, mariti, fidanzati/e, madri, padri, mogli calciofili. Perché per una volta, non dobbiamo sorbirci domenica-lunedì-martedì-mercoledì-giovedì-venerdì-sabato partite di pallone, approfondimenti sulle partite di pallone, processi sugli approfondimenti alle partite di pallone. Per una volta l’anno i padroni del palisesto siamo noi: da colazione a cena, persino di notte sui canali di Stato si parla di ciclismo! Un sogno per tutti quelli che – come me- per guardare gli altri eventi durante la stagione puntano la sveglia ad orari assurdi…
(Ilenia Lazzaro)
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