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(I.L.) Parte questa settimana il diario settimanale del biker e ciclocrossista Alessandro Fontana, atleta trevigiano del GS Forestale. Alessandro è un atleta maturo in gruppo, ma che negl'anni ha fatto sognare con le sue vittorie gli appassionati e - ancora oggi- dà filo da torcere ai più giovani.
Abbiamo scoperto che a Fontana piace molto scrivere...e quindi il passo per approdare ad un piccolo diario su Teleciclismo.com è stato breve..
Buona lettura!
IL CAMPIONATO VENETO CROSS COUNTRY A FARRA DI SOLIGO
Un solo allenamento in tutta la settimana è troppo poco per pensare di impensierire i più forti in gara: fortunatamente tra questi ci sono i miei compagni di squadra, e già in riscaldamento, facendo lo scaricabarile, li responsabilizzo dicendo che dovranno pensare loro a fare il risultato per la squadra. Ad essere onesto questo gliel’ho detto sulla linea di partenza perché nel provare il percorso le salite erano così dure che non era il caso di disperdere energie in chiacchiere.
Come al solito il mio guizzo in partenza assomiglia a quello di un bradipo così sui primi duri single track perdo qualche metro di troppo dai primi e la lotta per le prime posizioni è fuori dalla mia portata. Uno sguardo in avanti e Visinelli è già in fuga, tutto perfetto… anzi no, chi è quell’altro che porta la mia stessa maglia e che sta rimbalzando indietro? Non abbiamo ancora terminato il primo giro e Braidot è in panne. Non sono più totalmente concentrato sulla competizione, sono fuori dai giochi, quindi ho il tempo di scambiare qualche battuta con le persone che mi incitano. Corro da molti anni, ma per il calore che gli spettatori trasmettono, prolungherei la mia attività agonistica ancora a lungo; quando poi riconosco la voce di mia moglie e dei miei figli…. troppo bello! All’inizio del terzo giro Braidot mi saluta dal bordo del percorso causa le allergie di primavera e penso che dall’inizio dell’anno non gliene è andata bene una ed è ora di pensare ad un pellegrinaggio (già proposto dai miei superiori) come pegno affinché la situazione volga in suo favore.
Io intanto sono convinto di tirare un po’ i remi in barca pensando alla gara di domani ed invece a fine gara mi rendo conto che l’impegno è stato massimo: su strappi così duri o vai a tutta o metti il piede a terra come hanno fatto in molti. A questo proposito ho sentito parecchi commenti critici nei confronti degli organizzatori per la severità del percorso ed io vorrei andare controcorrente affermando, al contrario, che bisogna ringraziarli per aver proposto un percorso tanto selettivo, perchè simile a quelli che si trovano nelle gare internazionali più importanti e necessario per far apprezzare le qualità dei bikers più forti al mondo. Tutto sommato, finita la gara, davanti alle fragole proposte per il ristoro degli atleti, chi si ricorda più della fatica fatta?
Voglio concludere con un pensiero a Michele Naibo, un cugino acquisito con la passione per le ruote grasse, segretario e biker della locale U. C. La Vallata, e residente a pochi km da dove abbiamo corso. Questa domenica aveva disertato la gara di Farra di Soligo per un giro in Vespa al mare insieme alla sua ragazza: ebbene, ha perso la vita in un incidente stradale. Lui era uno di quei cicloamatori che finivano le gare molto dopo l’arrivo dei primi eppure era felicissimo di stare in gruppo vedendo solo il risvolto positivo della situazione. Mi mancherà il suo sorriso a fine gara.
VALLEOGRA MTB RACE-MARATHON NAZIONALE
Sono le cinque del mattino di domenica 2 maggio e la sveglia suona: “ma chi me lo fa fare!” penso, “almeno speriamo non piova e faccia freddo come invece le previsioni meteo davano per questa giornata”. Preparata la pasta da mangiare più tardi e fatta colazione, insieme a Rafael Visinelli parto per Schio all’assalto della “Valleogra”, nazionale marathon alla quale il mio compagno di squadra tiene molto.
Durante il viaggio riviviamo insieme la gara di ieri, che a parte la gioia per il successo ha lasciato un bel po’ di acido lattico nelle gambe, e questo ci preoccupa in visione futura. Poi cominciamo a scherzare sul fatto che le strade sono deserte (ed è un bel viaggiare!) eppure alle 6.30 c’è un “matto” che sta già pedalando e le poche macchine che troviamo viaggiano tutte nella nostra direzione con a bordo delle mtb.
I preliminari per la gara fanno volare il tempo e mi ritrovo già ai nastri di partenza. Mi guardo intorno e vedo molti bikers con il coltello fra i denti e visto che la condizione fisica non è buona mi chiedo se non era meglio fare il borracciamento a Visinelli: ormai ci siamo, troppo tardi per i ripensamenti! In riscaldamento le sensazioni non erano malvagie ed invece….. al primo strappo…. troppa fatica per pensare di rimanere con i primi. Meglio prendere la gara con il proprio passo ed andare casomai in recupero. Mi stacco e vedo allontanarsi un gruppo di oltre 40 atleti: sono proprio messo male, ma voglio andare a toccare la neve che dicono si trovi al gran premio della montagna di metà gara. Tengo un buon ritmo senza andare a tutta ed intanto recupero posizioni e saliamo di quota; chiedo di Visinelli e mi informano che è terzo. Bene, anche per oggi sarà lui a tenere alta la nostra bandiera! Avvicinandomi al GPM il cielo coperto fin dalla partenza diventa sempre più scuro, la nebbia fa capolino e fa diminuire il campo visivo, e la temperatura cala. Da un po’ sto viaggiando in compagnia di Andrea Dei Tos che conosco bene perché abitiamo in paesi confinanti e con lui scambio qualche battuta, tanto per non sentirmi solo nel vuoto creato da questo clima: la mia paura è di finire la benzina e di rimanere congelato. Nei pressi dello scollinamento si concretizzano quei cumuli di neve tanto chiacchierati alla vigilia (ventilava l’idea di tagliare il percorso per impraticabilità) ed in effetti ero felicissimo di essere arrivato fin lassù ma non vedevo l’ora di ridiscendere per tornare al caldo della pianura.
La seconda metà gara, praticamente una lunghissima discesa, è volata in un istante ed in un attimo mi sono ritrovato al ristoro di fine gara a scambiare opinioni con gli altri corridori, e tutti a raccontare la propria avventura. La gioia nel condividere le emozioni vissute in gara mi rimandano al pensiero del mattino: mi sbagliavo, quando sono con gli amici non posso mica raccontare loro le “barzellette” della gara se rimanevo a dormire!
Un bel po’ di fortuna comunque ci ha assistito perché mentre eravamo seduti per il pasta party sono arrivati l’acqua ed il freddo tanto preannunciati.
(Alessandro Fontana)
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