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Il campione italiano juniores Andrea Zordan racconta in esclusiva Teleciclismo.com l’avvio della stagione targata 2010. Obiettivi importanti per il portacolori della Work Service G.S. Brenta, che sogna il bis tricolore a Vidor nel mese di giugno.
Andrea come giudichi il tuo avvio stagionale 2010?
L’inizio di stagione 2010 è stato abbastanza fiducioso: sono salito subito sul podio ad Altivole, alle spalle di Paolo Simion, e poi ho conquistato due bronzi, nelle prove di Sovilla e di Negrar. Purtroppo nel corso della gara nazionale di Sovilla sono stato coinvolto in una caduta e ho preso una forte botta al ginocchi sinistro. Questo mi causa ancora alcuni dolori: in particolare questo ultimo fine settimana agonistico non ho potuto esprimermi al cento per cento. Ora sto cercando di curarmi nel migliore dei modi perché questo fastidio deve andarsene il prima possibile e soprattutto non deve incidere sul proseguo della stagione.
Quali sono le tue sensazioni dal punto di vista della forma atletica?
Lo stato di forma, prima di questo inconveniente, era molto buono. Le sensazioni, con il passare dei giorni, erano sempre migliori. Purtroppo ora, a causa della botta al ginocchio, non posso forzare molto negli allenamenti. Sto mantenendo il tono muscolare in vista degli appuntamenti più importanti che cominceranno nel mese di maggio.
Ormai la stagione 2010 sta entrando nel vivo. Quale è l’appuntamento a cui tieni di più?
Non c’è dubbio: la mia mente vola già al campionato italiano di fine giugno. Il percorso dell’edizione 2010 mi piace molto. Con il mio Direttore Sportivo Endrio Leoni e tutti i miei compagni ho già visionato nel dettaglio il percorso di Vidor. Sarà un tracciato molto impegnativo, che creerà principalmente “selezione da dietro” per usare un gergo ciclistico. I continui sali – scendi faranno, tornata dopo tornata, assottigliare sempre di più il gruppo, ma non credo sia un tracciato adatto ad attacchi solitari, perché dopo l’ultimo gran premio della montagna mancheranno ancora diversi chilometri al traguardo. Questo potrebbe essere un punto a mio favore, ma non solo, dato che in Italia sono molti gli juniores che riescono a resistere nelle salite di media difficoltà e che sono dotati di un ottimo sprint.
Raccontaci cosa si prova a pedalare in gruppo con la maglia tricolore. E’ uno stimolo maggiore o può anche rappresentare un peso?
E’ sempre un piacere e un onore indossare la maglia tricolore. Ovviamente, in corsa, una maglia del genere è sempre molto in vista e soprattutto molto controllata. Cioè nei momenti decisivi delle manifestazioni tutti osservano la tua ruota e ti considerano come l’uomo da battere. Insomma, in alcune occasioni, il tricolore può anche sembrare un peso, ma vi assicuro che salire sul gradino più alto del podio al campionato italiano e ascoltare l’inno nazionale offre delle emozioni semplicemente uniche.
In conclusione Andrea, raccontaci questi primi mesi all’interno della famiglia della Work Service Brenta.
Questi primi mesi nella nuova formazione sono stati molto positivi. Il vocabolo famiglia è il migliore per indicare questo gruppo ciclistico e vi spiego il perché. Nella Work Service Brenta sei seguito ogni giorno al cento per cento in tutti gli ambiti, non solo strettamente ciclistici, cioè nella scuola, nell’alimentazione, e poi naturalmente negli allenamenti. Se io o un mio compagno di squadra abbiamo un problema, ne parliamo insieme e insieme lo risolviamo. Questa, a mio giudizio, è la cosa più importante all’interno di una squadra: l’unione tra tutti i compagni ma non solo, anche con i direttori sportivi e i dirigenti.
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