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IL CANGURO MATTHEW GOSS SFRECCIA A SANREMO; QUARTO E PRIMO DEGLI ITALIANI ALESSANDRO BALLAN
Il nuovo re della Milano-Sanremo viene dall’Australia e si chiama Matthew Harley Goss (Htc Highroad). In uno sprint ristretto, Goss ha lasciato alle sue spalle un drappello di fuggitivi con Fabian Cancellara (Svi, Team Leopard-Trek), Philippe Gilbert (Bel, Omega Pharma Lotto), i nostri Alessandro Ballan (Ita, Bmc Racing Team), Filippo Pozzato (Ita, Katusha Team) e Vincenzo Nibali (Ita, Liquigas-Cannondale) protagonisti di un finale elettrizzante tra la salita e la discesa del Poggio.
Hanno preso il via 198 corridori stamattina alle 9,25 nella cornice del Castello Sforzesco di Milano: mossieri il sindaco Letizia Moratti e il direttore de La Gazzetta dello Sport, Andrea Monit.
Prima della partenza della Classicissima c’è stato spazio per la solidarietà verso il Giappone, colpito dal recente terremoto, con una serie di iniziative: il foglio di firma della partenza su una bandiera del Giappone, il campione nazionale nipponico Miyazawa che ha ricevuto l’abbraccio e la vicinanza da parte dei big Thor Hushovd, Tyler Farrar, Fabian Cancellara, Philippe Gilbert, Mark Cavendish e Juan Antonio Flecha che hanno messo all’asta le maglie originali (con il numero di gara attaccato sulla schiena) sul sito www.all1sport.com per raccogliere fondi a favore del Giappone.
Dopo appena 12 chilometri, in località Casarile, è scattata la classica fuga promossa da quattro uomini: protagonista in prima persona Miyazawa (Farnese Vini Neri Sottoli) in compagnia del plurimedagliato su pista e su strada Mikhail Ignatyev (Rus, Katusha Team), il belga Nico Sijmens (Cofidis) e il friulano Alessandro De Marchi (Androni Giocattoli).
I quattro fuggitivi sono riusciti a toccare un vantaggio massimo di 13’30” attorno al km 50 di corsa nel momento in cui il gruppo condotto da Team Garmin-Cervelo, Sky e Rabobank ha iniziato la rincorsa ai battistrada.
A Voghera (km 60) Miyazawa, De Marchi, Sijmens e Ignatyev hanno visto calare il margine a 12’30”; 11’35” a 225 km dal traguardo; 9’56” ai meno 200.
All’ingresso della galleria del Passo del Turchino (km 142 - altitudine 532 metri) il ritardo del plotone compatto è sceso a 7’08” dai quattro fuggitivi.
A metà corsa è iniziato a salire il nervosismo in gruppo e sono cominciate le cadute: la prima, in prossimità della salita delle Manie, ha coinvolto una ventina di corridori compreso l’iridato Thor Hushovd (Nor, Team Garmin-Cervelo) e il vincitore della Classicissima 2009 Mark Cavendish (Gbr, Htc Highroad).
Nel frattempo il gruppo ha attaccato la salita delle Manie con la Liquigas-Cannondale impegnata a fare ritmo duro con un attivissimo Valerio Agnoli: a seguito di ciò hanno pagato pegno i quattro fuggitivi che sono stati ripresi uno ad uno (gli ultimi ad arrendersi Ignatyev e De Marchi dopo circa 210 chilometri di gara).
Hushovd e Cavendish sono sembrati in grande difficoltà accusando un ritardo di oltre un minuto al culmine dell’ascesa delle Manie. Nella successiva discesa, resa viscida per la pioggia, è caduto anche il vincitore uscente della gara Oscar Freire Gomez (Esp, Rabobank).
Al km 228 di corsa in località Ceriale si è formato un drappello di 44 unità con quasi tutti i big della corsa (Pozzato, Gilbert, Cancellara, Ballan, Nibali, Petacchi) che hanno anticipato di 1’45” gruppo con il campione del mondo Hushovd, Freire, Cavendish assieme al tricolore Giovanni Visconti (Farnese Vini-Neri Sottoli).
All’imbocco della Cipressa, è stata nuovamente la Liquigas-Cannondale con Agnoli che ha tentato l’allungo subito ripreso da Alessandro Ballan (Ita, Bmc Racing Team). Da sottolineare l’impresa di Michele Scarponi (Ita, Lampre-Isd) che pedalava nel secondo gruppo inseguitore: partito da solo, ha impiegato tutta la salita della Cipressa (km 276 – altitudine 239 metri) per rientrare disperatamente sui primi e a scollinare in cima a 58” dall’ucraino Yaroslav Popovych (Bmc Racing Team). Quest’ultimo si trovava davanti al primo gruppo inseguitore fino a quando non è stato riassorbito in discesa.
L’incredibile riaggancio di Scarponi sul gruppo dei big è avvenuto attorno al km 280 (termine discesa della Cipressa) quando sono scattati in contropiede Stuart O’Grady (Aus, Team Leopard-Trek), Greg Van Avermaet (Bel, Bmc Racing Team), Yoann Offredo e Steve Chainel (Fra, FDJ) che hanno preso subito 15” di vantaggio.
Ed è stata la Omega Pharma-Lotto di Philippe Gilbert la più attiva a tentare la caccia ai quattro fuggitivi che sono riusciti a guadagnare un vantaggio massimo di 30 secondi a 11 km dalla conclusione.
Sulla salita del Poggio il primo ad attaccare nel quartetto battistrada è stato Van Avermaet con Offredo che ha tentato il tutto per tutto per riprendere il compagno di fuga. Dietro nel drappello dei big ha cominciato a muoversi Vincenzo Nibali (Ita, Liquigas-Cannondale) che ha forzato il ritmo a 7 dall’arrivo nel tentativo di recuperare su Van Avermaet (28” il vantaggio massimo nei pochi chilometri in cui è rimasto solo).
In cima al Poggio (km 291,8 – altitudine 160 metri), Van Avermaet è riuscito a conservare 9” di vantaggio su Nibali, O'Grady, Offredo e subito dietro Alessandro Ballan (Ita, Bmc Racing Team), Philippe Gilbert (Bel, Omega Pharma Lotto), Fabian Cancellara (Svi, Team Leopard-Trek), Filippo Pozzato (Ita, Katusha Team), il velocista Matthew Goss (Aus, Hyc Highroad), Michele Scarponi (Ita, Lampre-Isd) e Marco Marcato (Ita, Vacansoleil Dcm) quest’ultimo caduto nella successiva discesa.
Il tentativo di Van Avermaet è terminato a circa 2 chilometri dalla conclusione ma è stata ancora bagarre: ci hanno provato in successione Cancellara e Gilbert che sono stati prontamente stoppati. Dopo il triangolo rosso dell’ultimo chilometro l’ennesimo, ma invano, forcing di Nibali seguito da Offredo e Scarponi ha lanciato il drappello dei fuggitivi alla volata finale. Ai 300 metri Gilbert è uscito dalla ruota di Scarponi per essere rimontato ai 150 metri da Goss che si è imposto senza problemi davanti a Cancellara e allo stesso Gilbert. Giù dal podio i nostri atleti: Ballan, Pozzato e Scarponi si sono piazzati rispettivamente in quarta, quinta e sesta posizione. Dentro i primi dieci anche Nibali che non è andato oltre la nona posizione.
Tempo del vincitore 6.51’10” dopo 298 chilometri di corsa alla media di 43,486 km/h
“Davvero non mi aspettavo di vincere ma direi che non ho fatto altro che quello che dovevo fare. Sono riuscito a stare davanti, anche se ero senza compagni di squadra mi sono gestito bene. Nel finale ho cercato di non perdere le ruote sul Poggio, perché sapevo che sarebbe stato il momento decisivo. Ci sono riuscito e poi in volata ho bruciato tutti, non mi pare vero di aver battuto Cancellara e Gilbert. Per me non è finita: mi attendono tre settimane di classiche tra Gand-Wevelgem, Giro delle Fiandre e Parigi-Roubaix dove ce la metterò tutta“.
Così ha commentato il successo odierno Matthew Harley Goss nato a Launceston in Australia il 5 novembre 1986. Ha iniziato a correre all’età di 11 anni alternando il football australiano con il ciclismo su pista. Scoperto da Shayne Bannan, dopo essere stato due volte campione australiano nell'inseguimento a squadre, ha conquistato la medaglia di bronzo ai Campionati del mondo di ciclismo su pista di Los Angeles del 2005 con Ashley Hutchinson, Mark Jamieson e Stephen Wooldridge, poi la medaglia d??oro l’anno successivo a Bordeaux con Peter Dawson, Mark Jamieson e Stephen Wooldridge. Parallelamente ai successi su pista, ha iniziato la carriera su strada nella Southaustralia.com-AIS, squadra in cui ha partecipato alle maggiori competizioni dedicate agli under 23 riportando numerose vittorie: il Gran Premio Liberazione nel 2006, la tappa Cassino-Fiuggi al Giro delle Regioni e la tappa Sant’Elena Sannita-Santuario dell’Addolorata (Castelpetroso) al Giro d’Italia Baby.
Nel 2007 è passato professionista con 17 vittorie all’attivo. Nei primi due anni da professionista ha vinto due tappe al Tour of Britain, (una nel 2007 e una nel 2008) e due tappe dell'Herald Sun Tour nel 2008. In queste gare mise in luce le sue caratteristiche di velocista, ma dimostrò anche le qualità in terreni più selettivi come il pavé, terminando al terzo posto la semi classica belga Kuurne-Bruxelles-Kuurne nel 2008, confermandosi poi nel 2009 vincendo la Parigi-Bruxelles, due tappe del Tour de Wallonie e finendo terzo nella Gand-Wevelgem.
Nel 2010 ha vinto 5 corse tra cui la tappa Frosinone-Cava dei Tirreni al Giro d’Italia e il GP Plouay. Il suo 2011 è cominciato in maniera ottima : due tappe al Tour Down Under, una tappa al Giro dell’Oman e una tappa alla recente Parigi-Nizza.
Fabian Cancellara non è riuscito ad imporsi come nell’edizione 2008: “Sono felice, ma alla fine non ho vinto. Ero qua per vincere, la squadra ha corso molto bene, io ho cercato di finalizzare ma non ci sono riuscito. Ho cercato anche di provare ad arrivare da solo, ma tutti mi stavano a ruota”.
Ancora un terzo posto alla Classicissima per Philippe Gilbert dopo quello del 2008: “La mia condizione buona, mi è mancata solo un po' di fortuna e mi sono trovato da solo negli ultimi dieci chilometri. Ho provato con Scarponi sul Poggio, poi in discesa ho dovuto frenare per la caduta di Marcato e nel finale mi marcavano tutti. Non solo, quando sono scattati i quattro sull'Aurelia tutti aspettavano la nostra squadra e questo ci è costato molto. Allo sprint ci ho provato, ma Goss era troppo forte”.
Così Michele Scarponi, terzo alla recente Tirreno-Adriatico: “Ho disputato una bellissima Sanremo. Non mi aspettavo che sulle Manie si rompesse il gruppo. Petacchi era lì davanti da solo con 40 corridori. Quando sono rientrato, ho parlato con Alessandro, ci siamo detti di provare a fare la corsa e così abbiamo fatto”.
Non ha nulla da rimproverare Vincenzo Nibali che ha aperto il gas sul Poggio: “Ho detto a Valerio Agnoli di muoversi sulle Manie ma la fuga dei quattro nel finale ha scombussolato le carte. Ho sperato che Gilbert mi venisse dietro ma non avevo alcuna possibilità di farcela allo sprint”.
Così il campione italiano Giovanni Visconti: “E’ stata una Sanremo strana ma la caduta prima delle Manie e la pioggia ha complicato tutto”.
Così Alessandro Ballan, quarto e migliore italiano nella Classicissima: “E’ stato un finale anomalo, noi della Bmc abbiamo corso benissimo. Purtroppo Marcato mi è caduto davanti: ho dovuto fermarmi, inseguire e lì ho sprecato molte energie. Sulle Cipressa ho provato a far la gara dura, non potevamo fare altre non avendo un velocista”.
Le parole di Filippo Pozzato, primo alla Sanremo nel 2006 e secondo nel 2008: “Ho pagato a caro prezzo lo sforzo compiuto per cercare di rientrare su Gilbert nell'ultimo chilometro, ma del resto, in una situazione di gara molto simile, ero già rimasto scottato qualche anno fa con Cancellara. Sapevo dunque che, in quel modo, mi sarei accollato dei rischi, ma a conti fatti, era quello l'unico modo per cercare di vincere la Sanremo. Nel rettilineo conclusivo, dopo aver speso tantissimo, ho fatto una volata di pura grinta e, onestamente, più di così non potevo fare. Complimenti comunque a chi ha vinto. Ad un certo punto, speravo di poter far meglio del quinto posto, ma bisogna anche ammettere che nell'ordine d'arrivo ci sono nomi di assoluto prestigio. Mi spiace per non essere riuscito a vincere, soprattutto per i miei compagni, che oggi, ancora una volta, hanno lavorato alla grande".
ORDINE D’ARRIVO 102.MA MILANO-SANREMO
1° Matthew Harley Goss (Aus, Htc Highroad)
2° Fabian Cancellara (Svi, Team Leopard-Trek)
3° Philippe Gilbert (Bel, Omega Pharma-Lotto)
4° Alessandro Ballan (Ita, Bmc Racing Team)
5° Filippo Pozzato (Ita, Katusha Team)
6° Michele Scarponi (Ita, Lampre-Isd)
7° Yohann Offredo (Fra, FDJ)
8° Vincenzo Nibali (Ita, Liquigas-Cannondale) a 3”
9° Greg Van Avermaet (Bel, Bmc Racing Team) a 10”
10° Stuart O’Grady (Aus, Team Leopard-Trek) a 12”
11° Francisco Alberdi Ventoso (Esp, Movistar Team) a 27”
12° Alessandro Petacchi (Ita, Lampre-Isd)
13° Daniele Bennati (Ita, Team Leopard-Trek)
17° Peter Sagan (Svk, Liquigas-Cannondale)
28° Tom Boonen (Bel, Quick Step) a 1’12”
30° Edvald Boasson Hagen (Nor, Sky Procycling) a 1’44”
46° Tyler Farrar (Usa, Team Garmin Cervelo) a 5’23”
52° Mark Cavendish (Gbr, Htc Highroad)
82° Giovanni Visconti (Ita, Farnese Vini-Neri Sottoli)
94° Oscar Freire Gomez (Esp, Rabobank)
127° Thor Hushovd (Nor, Team Garmin-Cervelo) a 9’32”
Partenti 198; Arrivati 156; Ritirati 42
fonte:C.S.
Luca Alò
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