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12/01/11
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CICLOCROSS: I TRICOLORI VISTI DA DENTRO...IL PERCORSO

La rassegna tricolore romana ha lasciato un'impronta indelebile nei ricordi di tutti i presenti; giornalisti, tecnici, pubblico ed atleti. In me, presente in duplice viste, come atleta e come giornalista, Roma ha affascinato: il percorso dell'Ippodromo “Le Capannelle” degno di una gara di Coppa del Mondo, il clima primaverile e lo spettacolo offerto da tutti ha reso la rassegna uno spettacolo unico. Delle 6 edizioni a cui avevo partecipato, questa è stata a mio avviso la più bella. Un bravo va quindi a Fausto Scotti e a tutto il suo staff, con la dimostrazione che chi ci mette il cuore per riportare il nostro amato ciclocross al top, alla fine ce la fa.
Incerte le maglie tricolori fino all'ultimo metro in buona parte delle categorie, alcuni pronostici ribaltati, organizzazione impeccabile sia nella segreteria, che nell'ospitalità per camper e pubblico. Qualcuno ha detto che il percorso era troppo veloce. Il percorso, detto da chi ci ha pedalato sopra, era invece duro. Dura correre a velocità alte per 40 minuti di gara, dura correre con uno sbalzo termico di più di 20 gradi (al nord nei giorni dell'Epifania eravamo sottozero, a Roma 21°), dura con più di 300 curve da affrontare in meno di 3 km di percorso, interamente visibile dalla tribuna.

E' stato l'italiano delle emozioni: delle lacrime di chi ce l'ha fatta per la prima volta, delle lacrime di chi, troppo sicuro di vincere, ha invece trovato sorprese; è stato l'italiano delle polemiche nelle interviste e dei ringraziamenti. Io voglio ricordare il pianto della Under 23 Elena Valentini, i suoi occhi lucidi sul podio a guardare il cielo, a guardare la sua cara mamma lassù che l'ha lasciata troppo presto a settembre e che, in questi mesi duri, ha sempre pedalato insieme a lei. Voglio ricordare la grinta e l'impeto del “cavallo pazzo” Federico Zurlo, un vulcano in gara e fuori; contrapposto alla tranquillità di Marco Bianco, che di anno in anno sta crescendo e che è arrivato ad un passo dal sogno. Ha rivinto Marco Aurelio Fontana, autore di un gesto tecnico sapientemente studiato e portato a termine al tempo giusto. Ma una tirata d' orecchie, al pur bravo alfiere della Cannondale la dobbiamo fare: per una volta e dico una che abbiamo la possibilità di entrare nelle case degli Italiani con 1 ora e mezza di diretta, non è ammissibile, anche se non voluto, rischiare di rovinare il tutto per qualche esternazione di troppo...Marco si è scusato con i tifosi all'interno del suo blog, dicendo che ciò che lui ha detto non è quello che la maggior parte del pubblico Italiano ha interpretato in diretta Rai (si parla di linguaggio non molto consono)...fatto sta che, colpevole o no..la magra figura, per chi da casa non ci conosce, l'abbiamo fatta lo stesso...
Io non ho mai vinto un italiano assoluto e mai lo vincerò, non so che emozioni si provano, né cosa passa per la testa in quel momento; ma chi ci deve rappresentare deve sapere che a casa può vederci anche la Signora Maria, che il ciclocross non sa nemmeno cos'è.. è il prezzo della popolarità  e dell'essere vincitore.

(Ilenia Lazzaro)


 

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