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19-11-2010
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Le impressioni dei CT azzurri del percorso iridato 2011 di Copenhagen.

I commissari tecnici azzurri Paolo Bettini, Andrea Coilinelli, Marino Amadori, Rino De Candido e Mario Valentini hanno visionato il percorso iridato 2010 di Copenhagen, in Danimarca, per le categorie juniores, Under 23, Donne e Professionisti.

Il CT professionisti Paolo Bettini ha affermato che il circuito è veloce, facile, e adatto ai velocisti: “Dopo aver visionato il circuito, penso ad una attesa in vista di una grande volata, a meno di grandi sconvolgimenti in corsa. E’ un circuito tendenzialmente facile che non presenta salite impegnative ma sali e scendi continui. La prima metà è un po’ più tecnica, con strade più strette, mentre la seconda parte è più veloce. La curiosità è nel rettilineo finale, circa 700 metri, di cui gli ultimi 500 in salita con una pendenza al 5-6%. Non è certo un percorso in cui si può rimanere in fondo al gruppo, ma presenta dei tratti di “tranquillità” rispetto al circuito dell’ultima edizione iridata. L’ultimo tratto dovrà essere gestito molto bene da una grande squadra per chi avrà la potenza necessaria e la condizione per un arrivo in volata, sempre che la corsa non subisca variazioni”. Un circuito insomma che assomiglia molto a quello che a Madrid nel 2005 ospitò il campionato del mondo.

Queste le parole di Marino Amadori, ct della nazionale Under 23: “Il circuito danese risulta ondulato, con un arrivo su di una rampa in salita che lo rende più duro rispetto a quello di Geelong. Un percorso che non è selettivo eppure aperto a molte soluzioni conclusive: o volata a gruppo compatto o di un numero ristretto di corridori. Lo indicherei come il percorso delle fughe e contro-fughe specialmente nella categoria Under 23, dove si parte con un numero di atleti ridotto rispetto a quella dei professionisti, sarà difficile controllare la corsa e auspico numerosi attacchi soprattutto agli ultimi giri. Da non sottovalutare le possibili condizioni atmosferiche avverse”. In totale i corridori Under 23 dovranno percorrere 175 chilometri.

Ecco le impressioni di Rino De Candido, CT degli juniores che dovranno percorrere 130 chilometri: “E’ un percorso non difficile, senza salite impegnative, anche se ondulato, ma con curve e contro curve. L’arrivo leggermente in salita presuppone una volata, ma azioni e allunghi potrebbero determinare un esito diverso. E’ più per passisti veloci in grado anche di fare i conti con il freddo, il vento e la possibile pioggia”.

Concorda con Amadori e De Candido anche Andrea Colinelli: “Un percorso non duro, ma non piatto. Sale e scende al 2%, a parte gli strappi prima e dopo l’arrivo. Nelle categorie under 23 e Juniores, numericamente inferiori rispetto ai professionisti, sarà necessario avere atleti capaci di “tirare il rapporto” e uscire dal gruppo magari con vento contro. Per questo, risulterà difficile controllare la corsa. Ciò significa anche essere presenti nelle fughe. Con un arrivo in volata, non unica alternativa, sarà necessario avere molta potenza".

Vi riportiamo le parole anche di Mario Valentini, CT della nazionale di paraciclismo: “Un percorso molto bello, che si snoda dalla città e attraversa la pianura danese e numerose frazioni cittadine. Una vera e propria sequenza di saliscendi che rendono il circuito impegnativo con un arrivo in pianura. Sarà necessario considerare la presenza del vento, che in alcuni tratti potrà essere a sfavore. Chi avrà una buona condizione interpreterà il circuito con una certa aggressività, così da proporre continui e costanti attacchi”.

Stamattina i commissari tecnici azzurri effettueranno il sopralluogo dei percorsi delle prove a cronometro.
 

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