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(I.L.) All'indomani della grande premiazione avvenuta in quel della Rocca di Vignola, si sono tirate le somme relativamente ad un anno di fatiche, di lavoro fatto sui campi di gara e su cosa ha lasciato questo circuito nell'ambito della mountain bike italiana.
Certo, non sarà il C.O. IMA a dire se il circuito è andato bene oppure no, ma gli input arrivati dai bikers, dagli operatori del settore, dai media, sono stati assai positivi, cosa che fa presagire di aver imboccato la strada giusta.
C'è la coscienza che organizzare circuiti nazionali è sicuramente la strada più difficile da intraprendere, sia in fatto di numeri, che in materia di lavoro da fare sul campo, specie con la recessione che sta attenagliando l'Italia, ma la passione e la voglia di fare qualcosa di importante a livello nazionale è tanta, che anche il prossimo anno, salvo eventi eccezionali, la squadra sarà operativa in tutto e per tutto.
Da dentro non si sapeva come le informazioni fossero arrivate agli appassionati, organizzatori ed operatori della mtb, ma la valanga di richieste per poter far parte del circuito, pervenute da un paio di mesi ad oggi, hanno dato la risposta a quanto il C.O. Ima si stava chiedendo.
Certo, la mtb ha bisogno di attività fatta vicino a casa, dove, ovviamente, le spese per poter correre sono assai più contenute, ma senza circuiti di carattere nazionale, questo sport rischia di rimanere segregato agli ultimi posti delle attività del ciclismo e mediaticamente oppresso.
Se si analizza, poi, la funzione di una Granfondo, si trarrà la conclusione che questa serve principalmente a promuovere il territorio nel quale si svolge, portando i bikers, sia agonisti, che amatori, a conoscerlo, solcando i tracciati a loro messi a disposizione.
Ecco perchè gli Italian MTB Awards diventano importanti: certo, ben vengano i numeri, ma se il bacino d'utenza è ricavato dallo stesso territorio della gara e i bikers arrivano la mattina e finita se ne tornano a casa senza fermarsi, a cosa è servito l'intervento magari finanziario degli Enti ed ai Comuni per la promozione dello stesso? Gli IMA, oltre ai 100 abbonati al circuito, hanno portato nelle tappe altri 200 bikers, che hanno corso per la classifica finale che prevedeva 5 tappe, scartandone 2; trecento persone che sono andate nelle varie sedi di tappa, con le famiglie e che hanno soggiornato, che hanno potuto conoscere dei territori nuovi e che hanno creato economia, pranzando, cenando e magari mangiando un gelato o comprando souvenir. Molti di loro sono rimasti entusiasti dei territori che hanno conosciuto e hanno espresso la volontà di ritornarvi con tranquillità per scoprirli fino in fondo.
Questo è lo scopo principale dgli IMA e le grandi novità che sono state anticipate dalle rassegne stampa della premiazione e che verranno ufficializzate a breve, servono proprio ad alimentare la volontà di seguire ancor di più questo circuito che il prossimo anno, sicuramente, troverà il suo spazio nel palinsesto della mtb italiana.
Un ringraziamento, infine, va a tutti i bikers che hanno seguito gli Olympia IMA, agli sponsor, ai media e a quanti hanno lavorato dietro le quinte affinchè questo circuito diventasse una realtà, che però vuole rimanere con i piedi per terra e vicina a chi le interessa più di tutti: i bikers.
C.O. Italian MTB Awards
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